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Crimini sui minori, come riconoscere un falso profilo

Su Internet, nelle chat di famosi social network come, ad esempio, Facebook sono presenti innumerevoli falsi profili. Non è un fenomeno solo italiano, i falsi profili sono presenti in tutto il pianeta e chi li gestisce spesso ha obiettivi allarmanti, non solo il proposito di ingannare gli utenti ma anche quello più subdolo di carpire la buona fede degli utenti minorenni. Finchè si tratta del disperato tentativo di apparire esteriormente belli e chattare fra adulti la cosa può anche passare, sempre non dimenticando che utilizzare la foto di una persona ignara spacciandola per propria all’interno di un profilo è reato, purtroppo ci sono anche adulti che utilizzano foto di bambini per adescare altri bambini. Questo accade sovente, l’adolescente vede la richiesta di amicizia da parte di un coetaneo ed accetta, inizia a dialogarci in chat, inizia a confidarsi e ne nasce una finta amicizia virtuale in cui crede solo il malcapitato. Dopo le confidenze l’adulto passa alle vie di fatto chiedendo fotografie di nudo all’adolescente che, vedendo il bel ragazzo o la bella ragazza acconsente. Le richieste diventano sempre più assillanti finchè la vittima non tenta di sottrarsi a quella che ormai è una costante aggressione, iniziano le minacce di mostrare su Internet le foto di nudo ottenute: “O mi dai altre tue foto svestito/a oppure faccio vedere in giro quelle che mi hai dato, le faccio vedere ai tuoi compagni di scuola, ai tuoi genitori…”. Questo il perfido gioco cheil pedofilo, coperto da un falso profilo, intraprende. Recentemente la polizia ha arrestato persone in tutto il mondo che utilizzavano falsi profili di bambini, fino ad incrociarsi fra di loro: un falso profilo di un bambino stringe amicizia con un altro falso profilo di bambino, all’inizio non capiscono e col tempo realizzano di essere entrambi falsi, inizia una complicità, inizia uno scambio di materiale pedopornografico ed inizia anche una collaborazione reggendosi il gioco a vicenda. In questi giorni la Polizia postale di Prato e di Trento hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trento, nei confronti di un quarantenne che, fingendosi un ragazzino, aveva già da un anno allacciato “amicizia” con una tredicenne riuscendo a farsi dare foto di nudo e filmati in cui la vittima faceva opera di autoerotismo. Le richieste sono diventate talmente ossillanti da portare la bambina a confidare tutto alla madre che si è poi rivolta alla polizia. Quindi i controlli sui profili che sospettiamo falsi facciamoli sempre.

COME RICONOSCERE UN FALSO PROFILO

Chi crea falsi profili utilizza fotografie che trova su Internet. Se abbiamo sentore di trovarci di fronte ad un profilo falso dobbiamo cliccare sulla fotografia (per esempio su Facebook), dopo avere cliccato sulla fotografia clicchiamo nuovamente, stavolta col tasto destro del mouse e selezioniamo “cerca questa immagine su Google”. Google mostrerà l’immagine e, dobbiamo fare attenzione, se questa proviene da un sito e chi è in realtà la persona rappresentata nella foto, potrebbe essere un modello o una modella, potrebbe appartenere ad un album privato di persone ignare, potrebbe essere un attore poco conosciuto. Se abbiamo questi riscontri, allora possiamo provvedere ad intervenire. Un altro metodo è quello di scaricare la foto del sospetto ed aprire il motore di ricerca Google per poi trascinare nel campo di ricerca la foto scaricata.