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Nuovi elementi sulla donna decapitata a Roma

Appare evidente che, nell’ultimo mese, siano rimbalzati in rete immagini e filmati di gente massacrata, decapitata o messa a morte nei modi più assurdi, per motivi ormai giudicati futili.
Se da una parte queste immagini vengono diffuse quotidianamente tanto da sembrare qualcosa di ormai visto e rivisto, dall’altra parte bisogna considerare che potrebbero essere elementi detonanti per individui con problemi di equilibrio psichico.

Certamente sono individui che prima o poi esplodono, prima o poi trovano il supporto alla follia in qualsiasi ambiente, questo ce lo insegna la criminologia ma, sta di fatto, che il modus agendi di Federico Leonelli tanto ricorda quelle brutte esecuzioni che si vedono qua e la in rete.

Federico Leonelli, è l’uomo che ha ucciso a coltellate e poi  decapitato la colf Oksana Martseniuk nella villa dell’Eur di Roma. Sul corpo della donna l’esame autoptico ha rilevato oltre quaranta lesioni, quella fatale un colpo di coltello che ha raggiunto il cuore ed i polmoni. La decapitazione è stata postuma, quando la donna era già morta.

Mentre gli investigatori stanno ricostruendo la dinamica della morte di Leonelli, ucciso dalla polizia durante un tentativo di fuga, prende spessore il profilo psicologico del killer.

Leonelli, in un costante delirio a sfondo religioso, aveva il desiderio maniacale di andare in Israele per arruolarsi nell’esercito e combattere contro i palestinesi.

A rivelarlo Giovanni Ciallella, proprietario della villa dove si è consumato l’omicidio, amico dell’assassino: “Gli avevano negato il visto due volte e per questa ragione era anche andato a parlare col consolato israeliano”.
Il particolare sul killer è stato reso noto dall’uomo ai giornali ed agli investigatori della squadra mobile.

La conferma sull’ennesimo tassello di questa vicenda viene da Amit Zarouk, portavoce dell’ambasciata d’Israele. Il diplomatico ha fatto sapere che Leonelli tentò di entrare nel Paese, ma all’aeroporto Ben-Gurion di Tel Aviv venne fermato e gli fu negato l’ingresso nello Stato israeliano per un periodo di 5 anni.

Le autorità locali, infatti, avevano il sospetto che le motivazioni dell’uomo per entrare nel Paese fossero “diverse da quelle turistiche” e che la permanenza dichiarata fosse falsa e temporalmente più lunga dei periodi previsti dalla legge.

Federico Leonelli era il classico uomo pericoloso per la società, ha ucciso e poteva uccidere ancora, questo è evidente.

Da quello che emerge dalle indagini ha colpito con più di 40 coltellate Oksana, non risparmiando nemmeno il volto.  A confermarlo è Giovanni Arcudi, direttore dell’istituto di medicina legale dell’Università Tor Vergata.

”Oltre 40 lesioni da arma bianca su tutto il corpo hanno causato il decesso” ha dichiarato il professore all’Adnkronos salute, aggiungendo: “E’ stata decapitata dopo la morte, nel tentativo di fare a pezzi il cadavere per trasportarlo via”.