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Fingevano di concedere prestiti ma spiavano i computer

Nel mare di Internet, investigando per l’Agenzia Terminal, mi sono imbattuto in alcuni computer dei clienti, questi erano controllati da un software backdoor, una botnet inserita da remoto all’insaputa dei proprietari.

L’elemento comune che ho riscontrato, analizzando queste vittime informatiche è che, tutti, erano stati contattati da un’agenzia che millantava di concedere prestiti facili, anche oltre i 50.000 Euro.

Una volta entrati in contatto con questi malintenzionati, il computer veniva”iniettato” da distanza col virus in grado di controllare tutte le mosse effettuate dall’ignaro utente utilizzatore.

È facile supporre che l’obiettivo dei malintenzionati era quello di entrare in possesso dei dati sensibili di un utente per conoscere numeri di carte di credito, password, materiale che poteva anche essere utilizzato, in via ipotetica, come forma di ricatto. “Conosco quello che fai e lo dico a tuo marito, a tua moglie…”. Un brutto gioco che bene conosciamo e in cui ci imbattiamo sovente in ambito investigativo.

Fate sempre attenzione quando venite contattati da sconosciuti, anche se questi se presentano come ditte, anche se dimostrano comprensione ai nostri problemi e benevolenza.

Questi programmi ( software ) sono molto difficili  da rintracciare e, spesso, sfuggono anche agli antivirus.

Se sospetti di essere spiato puoi contattarci senza impegno alcuno, per una valutazione del tuo computer anche a distanza.

Detective Web

Admin

Terremoti, si possono prevedere?

Ad oggi nessuno è stato in grado di prevedere terremoti. Molti sono i sedicenti “esperti” della previsione, tutti falliscono

In Italia stiamo continuando davvero a fare le lasagne rimanendo schiacciati sotto le macerie, come il linguaggio della satira, espresso dal Charlie Hebdo ci ha fatto capire suscitando molteplici dissensi. Del resto siamo i signori del dissenso ma, allo stesso tempo, siamo anche i signori dell’ottusità perchè continuiamo a non mettere in sicurezza le abitazioni, dimenticando i morti del passato, le vittime dei grandi terremoti che si stanno verificando con molta frequenza in quel Paese sismico che è l’Italia. Ora non ho  pretesa che tutti i cittadini diventino edotti in materia di terremoti ma, allo stesso tempo, nemmeno l’ignoranza può essere tollerata quando nutre i ciarlatani che millantano capacità di previsione del sisma che verrà.

Girando in lungo e in largo per Internet, in territorio nazionale ed internazionale vi accorgerete come nessuno di questi ciarlatani sia in effetti stato capace di prevedere i terremoti.  Il motivo è semplice, sussistono segnali precursori di un terremoto, come emissioni anomale di gas radon, surriscaldamento delle acque e delle faglie ma, questi segnali precursori hanno una bassa percentuale di collegamento con i terremoti. Sono sintomi che possono essere dovuti ad una miriade di altre cause. Basti pensare al radon, questo gas è collegabile ad un terremoto solo per il 35%.

marco dimitri

Marco Dimitri

Ma non solo, se andiamo ad analizzare le affermazioni di chi millanta di avere previsto un terremoto, noteremo che i propri documenti a riprova delle “previsioni” sono state pubblicate solo a sisma avvenuto.
Abbiamo sedicenti “esperti” che affermano di avere previsto il terremoto recente avvenuto nel Centro Italia, ebbene, nessuno di loro ha avvisato, anche solo in via sperimentale ed ipotetica,  l’arrivo del sisma. Solo dopo che il terremoto si è verificato hanno iniziato a dire che l’avevano previsto, pubblicando documenti e tracciati che, anche con tutta la buona volontà, non incontrano le regole del metodo scientifico.

Attenzione perchè sono personaggi seguiti da numerosi cittadini a digiuno di informazioni scientifiche ed impaurite dai terremoti. Questo significa donazioni, sovvenzioni per sistemi che non sono in grado di predirre o prevedere nulla e che sono antitetici alle regole basilari della fisica.

Ci sono in palio ben un milione di dollari per chi è in grado di dimostrare il paranormale, ivi compreso l’omeopatia. A mettere a disposizione questa quota è James Randi. E, visto che prevedere i terremoti è un fenomeno paranormale, questi “esperti” avrebbero la possibilità di diventare milionari. Sfiga non sono in grado di dimostrare nulla che sia nulla.

Anche il vecchio metodo  di Raffaele Bendandi non ha prodotto alcun riscontro scientifico, i terremoti venivano “previsti” in ampio raggio sia per tempo sia per spazio, in sostanza e vista la quotidianità dei terremoti per forza prima o poi qualcuno può essere millantato come “previsto”. Anche perfezionando il sistema di Bendandi, basato sull’attrazione gravitazionale di Sole, Luna ed altri pianeti, non si è mai riuscito a prevedere nulla, vista anche l’incompatibilità del teorema col razionale. Le leggi della fisica non possono essere scavalcate.

I ciarlatani moderni abbiamo visto che pubblicano le loro “previsioni” solo dopo che i terremoti sono accaduti, giustificano questo handicap affermando che potrebbero essere accusati di procurato allarme. Questa accusa tuttavia sarebbe inconsistente se le “previsioni” venissero pubblicate con le dovute cautele, affermando che si tratta di ipotesi in sede sperimentale e che non vi è ancora un riscontro scientifico ad esse. Oltretutto 300 morti, come è accaduto nell’ultimo terremoto nel Centro Italia, varrebbero un’accusa di procurato allarme. Stiamo parlando di un terremoto di magnitudo 6 / 6.2 avvenuto a soli 4 Km di profondità, quindi possibilissimo da prevedere se il metodo di previsione  dichiarato fosse davvero attendibile. Poi, diciamolo, se hai paura di denunce per procurato allarme significa che sei consapevole della fallibilità dei tuoi teoremi.

Eppure queste persone sono seguite, nonostante immensi e continui fallimenti, nonostante che tutte le previsioni sono postume al sisma, quindi dichiarate quando i terremoti sono accaduti. I loro comunicati continuano millantando di prevedere le repliche, cioè quegli sciami sismici che si attivano dopo un terremoto di forte magnitudo. Ma non solo, questi personaggi attendono pazientemente che gli sciami sismici post-terremoto si attivino per poi ipotizzarli nei giorni successivi. Nonostante sia ampiamente facile ipotizzare i valori approssimativi in magnitudo delle repliche di un forte sisma, continuano a sbagliare.

Esistono ciarlatani che pubblicano quotidianamente previsioni dei terremoti basate sul comportamento degli animali, sul surriscaldamento del terreno, sul surriscaldamento dell’acqua, sul comportamento umano, sulla posizione dei pianeti, ebbene… ovvio che, pubblicando quotidianamente previsioni, un giorno, prima o poi, ne centrino uno. Subito vengono osannati dimenticando i quintali, le tonnellate di previsioni sbagliate.

Gli scienziati, italiani, quelli americani, quelli giapponesi, ecco.. nessuno è mai riuscito a trovare un sistema di previsione per i terremoti, questo perchè, principalmente, i terremoti sono fratture nel sottosuolo che avvengono per il movimento delle placche. Questo movimento e queste fratture non sono ad oggi calcolabili, sono movimenti randomici e sono movimenti che interessano chilometri di profondità. Ad oggi si può calcolare che nel corso di un decennio una certa faglia potrebbe rompersi.

Tuttavia la ricerca scientifica, nei termini scientifici, deve continuare, almeno per avvicinarsi il più possibile ad una forma di previsione, il più attendibile possibile ma, visto che sono le case ad ucciderci, l’unica maniera è metterle in sicurezza. Non ci sono alternative.

Detective Marco Dimitri

Admin

Arriva il terremoto? Ecco come mi proteggo. Terminal Investigazioni

Ecco cosa fare se arriva il terremoto. Proteggersi in casa, in ufficio a scuola. Lo zaino di emergernza. Salvarsi la vita

Inutile negarlo, i terremoti di forte magnitudo sembrano proprio essere aumentati. Il terremoto in Abruzzo, il terremoto in Emilia, il terremoto nel Centro Italia ad Amatrice. In un lasso di tempo di poco più di tre anni l’Italia ha visto vere e proprie catastrofi e numerosissime vittime. Non c’è da stupirsi, la Terra è un pianeta giovane e le placche del sottosuolo sono in continuo movimento. I dati storici di ieri non sono quelli di oggi e di domani, quindi la ciclicità dei terremoti non segue un iter prestabilito.

Cos’è un terremoto?

In poche parole nella superficie della Terra arrivano onde di energia (onde sismiche) causate dalla frattura avvenuta nel sottosuolo. A sollecitare queste fratture è il continuo movimento delle placche tettoniche. Nel caso italiano, la placca africana e quella europea si sono sovrapposte, la placca africana è “infilata” sotto quella europea. Il passaggio e l’attrito non hanno una lubrificazione e questo conduce ad urti violenti. Questi urti e questi movimenti costringono le faglie del sottosuolo come se fossero schiacciate in una morsa. Per fare un blando esempio, se dobbiamo rompere una noce con uno schiaccianoci e questa è molto solida, la forza che impieghiamo sullo strumento causerà per primo la deformazione della noce, per secondo la rottura improvvisa che libererà tutto il carico della forza che stiamo impiegando. Se questa forza liberata fosse in un contenitore di gelatina, questa vibrerebbe violentemente.

L’esempio, blando, fa capire come le onde sismiche provocate dalla frattura possano arrivare in superficie e causare i danni che vediamo.

Perchè le case crollano?

Marco Dimitri

Marco Dimitri

Di per se il terremoto non uccide nessuno, ad ucciderci sono le case che ci crollano addosso, costruite con criteri d’altri tempi, quando i terremoti c’erano ma non avevano una frequenza così ampia. Durante un sisma il terreno su cui le case sono costruite inizia a vibrare in senso orizzontale (movimento ondulatorio) e/o a sobbalzare in su ed in  giù (movimento sussultorio).  Le onde non vengono ammortizzate o dissipate ed il loro carico provoca il collasso deil’ edificio.

C’è anche da sottolineare che, costruzioni antisismiche, sono ancora un lontano sogno in Italia. Nonostante si continui a morire tutto si ferma al canonico giorno di lutto nazionale, poi si dimentica, si accantona tutto. Addirittura c’è che crede che vi sia un rapporto tra magnitudo e danno evidente. Molti credono alla bufala dello Stato che abbassa la magnitudo effettiva per non pagare i danni. Il danno effettivo, però, si calcola con la Scala Mercalli e non con la Scala Richter. Magnitudo e danno effettivo sono due valori a se stanti. Un edificio può anche crollare con un terremoto di Magnitudo 2 se avviene ad un chilometro di profondità. In sostanza la magnitudo è una relazione ad un quantitativo di esplosivo TNT (tritolo),  i danni evidenti alle strutture sono una combinazione di potenza e profondità in cui questa potenza si esprime. Inoltre, in un terremoto di Magnitudo 6 (per esempio) le condizioni del suolo sono differenti, alcune favoriscono ed amplificano le onde sismiche, altre le refrenano. Quindi Magnitudo 6 è un valore complessivo ma alcune zone, nello stesso epicentro, possono amplificare o ammortizzare la distribuzione delle onde, quindi alcune zone sono sollecitate ad una magnitudo 7 altre ad una magnitudo 5. Questo spiega perchè alcune case crollano ed altre rimangano in piedi. Non è perchè una sia costruita bene o una male ma per il fatto che una viene più sollecitata dalle onde rispetto all’altra.

Come comportarsi durante un terremoto

Marco Dimitri

Marco Dimitri

Abito in Emilia, a Bologna, in un edificio moderno al quarto piano. La notte in cui avvenne il terremoto emiliano la ricordo bene, era la notte tra sabato e domenica, le 4.04 e, nonostante fosse ormai mattina, ero sveglio e stavo giocando a dei videogiochi con gli amici. Nessun allarme precedente, senti solo i vetri vibrare violentemente, una frazione di secondo, poco più ma ti rendi conto che è un terremoto ed allo stesso tempo pensi sia impossibile, pensi che i vetri vibrino per chissà quale altro motivo. Giusto una frazione di secondo e poi tutto impazzisce, si muove, vibra violentemente. La luce andò via, quindi era pure buio totale ed ancora il palazzo si muoveva violentemente e gli allarmi dei negozi e delle auto iniziarono a suonare come impazziti.

Siamo caduti in terra abbiamo raggiunto le scrivanie e ci siamo messi sotto. Un nostro amico ha iniziato a ridere ma rideva per il nervoso, per isterismo… “Che c..xxx. o ridi?” gli dissi da sotto la scrivania ma rispose “Mammamia che morte di m…“. Ed intanto tutto continuava a muoversi, sembrava non finire mai nonostante fossero passati solo pochi secondi, sembravano minuti. Poi scappammo facendoci luce coi display dei cellulari.

Da quella notte e per mesi il terremoto era sempre presente, scosse di assestamento continue anche di magnitudo superiore a 5.

La mamma di un mio amico abita ad Imola, che è ad un centinaio di chilometri dall’epicentro e la casa, tra l’altro moderna, subì dei danni… Giusto per farvi capire che potenza si fosse sprigionata con quel terremoto.

Nove giorni dopo, esattamente il 29 maggio, verso le 9 del mattino un altre violentissimo terremoto su una seconda faglia, la magnitudo attorno a 6. Di nuovo crolli e morti.

Quello che possiamo fare durante un terremoto però è tanto e ci può permettere di salvare la vita. Quando arriva la scossa ecco come comportarci:

Durante un evento, spesso i danni alle persone sono causati dal panico, nella fretta di abbandonare un edificio si può essere investiti da intonaco, suppellettili. lampadari che cadono. La regola migliore è di trovare rifugio sotto tavoli o scrivanie, particolare attenzione a mettere al riparo bambini, animali o altre persone intorno a voi colte dal panico. Non essendo in prossimità di tavoli o scrivanie mettetevi al riparo sotto e contro i muri portanti dell’edificio, li potete riconoscere perchè sono muri di spessore più grosso rispetto agli altri, dando dei colpi contro di essi non si sente particolare risuono come invece accade per muri divisori. Durante la scossa non scendete le scale e non utilizzate ascensori. Abbandonate con ordine ed in modo celere l’edificio quando la scossa è terminata.

terremoto

L’immagine mostra come ripararsi durante una scossa di terremoto se si è nei pressi di un tavolo o di una scrivania. In particolare come reggersi ad una gamba per evitare di cadere o venire sobbalzati fuori.

Non sempre però siamo nelle adiacenze di un tavolo o una scrivania. Un ottimo posto dove metterci in sicurezza sono gli angoli dell’appartamento, sedendoci proprio contro di essi e proteggendoci la testa con mani e braccia. Se abbiamo un cuscino a disposizione possiamo utilizzarlo per proteggerci la testa.

terremotoUn altro riparo durante la scossa sono i muri portanti, cioè i muri più spessi del nostro edificio. Anche sotto gli archi delle porte si trova un buon riparo. Bisogna però tenere presente che, tutto ciò può risultare di una banalità estrema, ebbene, durante un terremoto, vuoi la sorpresa, vuoi la paura se non il panico vero e proprio, queste cose si dimenticano. Non è nemmeno raro che i diversamente abili, le persone con difficoltà motorie, i bambini piccoli, rimangano vulnerabili per palesi motivi. Ricordate di istruire i bambini o di soccorrerli portandoli con voi nel riparo che avete trovato durante la scossa.

Le persone diversamente abili devono essere educate ad inserire i dispositivi frenanti nelle sedie. Non è raro che vengano sbalzati dalla scossa appunto perchè la sedia non ha i freni attivati.

Il povero giornalista di questo video ha fatto il giro del mondo col suo “earthquake” (dall’inglese “terremoto”) indicando il soffitto per poi piazzarsi sotto la scrivania. Eppure il comportamento è corretto, fermo restando che ugualmente strappa qualche benevola risata (confesso di avere riso anch’io…) :

 

Altra cosa importante, dopo la scossa, se riuscite a raggiungere i rubinetti del gas e gli interruttori generali della luce, staccate tutto. Le fughe di gas possono causare esplosioni, i cavi elettrici possono causare incendi. Abbandonate gli edifici senza prendere l’ascensore e dopo esservi assicurati che le scale siano praticabili. Aiutate le altre persone. Avete alcuni minuti perchè raramente una seconda scossa arriva nell’immediato, ci mette sempre quei 10 – 15 minuti anche se non vi è una regola generale, i terremoti fanno un po’ quello che vogliono e difficilmente ripetono se stessi.

Prepariamo lo zaino di emergenza

Un oggetto da tenere sempre a disposizione e da preparare con calma prima che sia troppo tardi. I terremoti colpiscono all’improvviso ovunque, come detto non ci sono regole ma solo supposizioni, ipotesi.

E’ preferibile utilizzare uno zaino piuttosto che una borsa a mano, la borsa potrebbe cadervi ed essere di intralcio nel caso dobbiate abbandonare in fretta un’abitazione durante o dopo l’evento sismico. Lo zaino vi permetterà di avere le mani libere, eventualmente di affrontare ostacoli e barriere varie restando ancorato a voi anche nel caso dobbiate correre. Allo zainetto è possibile allacciare un casco di sicurezza per proteggere la testa (lo trovate in ferramenta).

Cosa dovrebbe contenere

  • Un casco per proteggere la testa
  • Una torcia elettrica perchè spesso durante gli eventi la luce viene a mancare
  • Una coperta termica
  • Una bottiglia di acqua
  • Se potete assumere zucchero e non avete malattie che ve lo impediscono portate con voi nello zainetto delle bustine di zucchero, lo zucchero è un carboidrato semplice che fornisce energia
  • istantanea e d allo stesso tempo è un alimento che si conserva anni. Anche un tubetto di latte condensato per fornirvi proteine e grassi.
  • Vitamina C (in farmacia e nei supermercati si trova anche nelle caramelle)
  • Un antidolorifico (aspirina, Oki o similari, chiedete al vostro medico di fiducia)
  • Un antidiarroico (in caso di dissenteria si potrebbero perdere liquidi in eccesso e correre rischi di disidratazione)
  • Un cellulare sempre carico, in maniera da potere contattare amici ed eventualmente i soccorsi.
  • Un fischietto, servirà nel caso si rimanga bloccati fra le strutture ed il cellulare fosse scarico o non fosse in grado di connettersi alla rete, il fischietto è un piccolo strumento in grado di attirare
  • l’attenzione dei passanti e dei soccorritori
  • Se state seguendo terapie farmacologiche tenere i medicinali nello zainetto (se questi non richiedono di essere conservati in frigorifero)
  • Un cambio vestiti, i vostri effetti personali, un passamontagne (se fa freddo vi riparano capo e volto e vi proteggono a lungo anche con freddo intenso)
  • Un paio di mascherine antipolvere (si trovano in ferramenta)
  • Se utilizzate lenti a contatto o avete ipersensibilità oculare / problemi oftalmici ricordate di mettere nello zaino un paio di occhiali antipolvere (vanno bene anche gli occhiali da sciatore)

Se il terremoto viene di notte quando dormo come faccio?

Non c’è un orario prestabilito per i terremoti, nonostante su Internet si leggano cavolate immense su orari dei terremoti. Sono movimenti tellurici non autobus! Bene, cosa fare e come accorgersi di un terremoto quando si sta dormendo.

Ci viene in ausilio proprio il nostro telefono cellulare, nei vari store si trovano programmi gratuiti che sfruttano l’oscillometro. Questi programmi sono in grado di suonare un allarme quando viene percepita una vibrazione. Si possono tarare col menu per personalizzare la potenza della vibrazione. Ovviamente non sono attendibili nel calcolo della magnitudo ma funzionano benissimo per avvisarci con un segnale acustico urti e vibrazioni.

La  posizione di sicurezza è di fianco al letto o sotto lo stesso. Mettiamoci proprio li ed usiamo il cuscino per riparare la testa.

A questi accorgimenti si dovrebbe anche aggiungere la messa in sicurezza di lampadari, mensole, suppellettili, evitare di avere sulle nostre teste carichi che possano cadere, oggetti pesanti, specialmente nel luogo dove lavoriamo (o fingiamo di lavorare…) e dove dormiamo (o facciamo altre cose…). Quindi è importantissimo idendificare dove in effetti siamo più vulnerabili e mettere tutto in sicurezza. Viti e bulloni salvano la vita.

Si possono prevedere i terremoti?

Certo che no. Chi dice di prevederli è un ciarlatano. Purtroppo di ciarlatani ne troviamo a quintali su Internet, alcuni addirittura chiedono sovvenzioni per ricerche fantomatiche già disconosciute dalla scienza. I terremoti sono fratture che avvengono a chilometri di profondità e non c’è modo di prevederli. I sintomi precursori (come ad esempio il gas radon) sono attendibili solo al 35% quindi per il 65% non sono attendibili, non costituiscono una garanzia, oltretutto quel 35% deve dipendere effettivamente da un sintomo precursore e non da cause naturali o umane. Nel caso del radon, ammesso che si riesca a separare una anomalia da un regime tipico di una zona, avremmo solo 35% di possibilità che questa anomalia possa terminare con un sisma.

Nessuno al mondo può prevedere un sisma. Chi afferma di prevedere i terremoti lo fa sempre e comunque dopo una tragedia “Hey, l’avevo previsto!“. Ha una dignità paritetica a quella degli sciacalli. Se vi imbattete in questi personaggi andatevene, se capitate su un sito in cui viene detto che il giorno tale all’ora tale ci sarà un terremoto, mandate il link alla polizia postale e chiudete la pagina.

Vi sembra che qualcuno di questi ciarlatani abbia avvisato prima di un sisma? Non trovo nulla che sia nulla in rete, nessuno ha allertato dell’arrivo di un sisma negli ultimi terremoti da quando Internet è diventata bene pubblico. Inoltre questi sciacalli avrebbero modo di dimostrare l’immensa attendibilità delle proprie previsioni pubblicandole prima di un sisma no? Certo salvare la vita di 300 persone vale la pena rischiare una denuncia di procurato allarme. Denuncia che, tra l’altro, non starebbe nemmeno in piedi se uno affermasse che è un’ipotesi basata su richerche sperimentali e quindi non attendibili, scrivendo “In base alle mie ipotesi su teoremi esclusivamente sperimentali potrebbe esserci un terremoto”. Questo non viene fatto e le dichiarazioni di averlo previsto, questi sciacalli, le postano sui propri siti a sisma avvenuto e… quante ne postano “Urca ma sei un genio li hai previsti tutti ma tutti!”, perchè dopo le catastrofi puntualmente tutte erano state previste. E la gente abbocca, abbocca, muore, abbocca e muore e paga. Evitare questi personaggi ci può salvare la vita perchè un giorno, non lontano, diranno “dormite tranquilli oggi niente terremoto”. Dipende come si sviluppa lo loro follia.

Questi personaggi continuano il loro disegno criminoso perchè l’ignoranza e la paura fanno in maniera che la gente li sostenga. Quindi non date retta a chi garantisce un terremoto o a chi dice che non vi sarà un terremoto. La scienza è fatta di logica e di riscontri ripetibili. Queste persone non hanno mai dato alcun riscontro che non sia dovuto ad un singolo fortuito caso. Anch’io se mi dedicassi a prevedere i terremoti, prevedi oggi, prevedi domani vuoi che uno non ne azzecco? Sparando in tutte le direzioni un centro prima o poi per sfiga lo si fa.

Ecco, ed i bersagli siamo sempre noi cittadini.

Marco Dimitri

Admin

Compriamo una tv ma arriva un mattone: che fare?

Un caso classico, ampiamente conosciuto: una persona acquista un oggetto su Internet, paga con metodo sicuro utilizzando Paypal, riceve qualcosa di totalmente diverso da ciò che ha comprato (un sasso, un foglio, un mattone e via dicendo), a Paypal risulta che la merce è stata regolarmente spedita dal “venditore” all’acquirente e diventa difficilissimo venire rimborsati della cifra versata.

Riportiamo il caso del signor Marco Giacomello perchè è molto bene dettagliato ed assomiglia a molti casi che ci segnalano.

Il consiglio che possiamo dare è quello di fare molta attenzione quando si acquista online, il negozio deve essere conosciuto, avere ampio pubblico acquirenti, dettagliate recensioni sui siti dediti a questo scopo.
Soprattutto non anticipare mai somme di denaro e preferire il pagamento in contrassegno direttamente al corriere che vi consegnerà l’acquisto.
E’ vero che anche col contrassegno si corrono dei rischi, il venditore potrebbe avere spedito un mattone invece che l’agoniato computer che abbiamo acquistato però possiamo sondare il peso dell’oggetto, le dimensioni, la confezione.
E’ comunque sempre bene controllare a 360° il venditore, deve avere un negozio fisico, deve esercitare da diverso tempo, deve avere un account Paypal verificato, deve essere sulle pagine gialle.
Se avete fatto un acquisto, pagato con Paypal, ed il materiale ricevuto non corrisponde a quello desiderato o descritto dal venditore, rispeditelo indietro immediatamente, sempre utilizzando il corriere, in questo caso avrete almeno una prova di rifiuto e recesso da fornire a Paypal.

Paypal garantisce la tutela della transazione ed il rimborso in caso l’oggetto ricevuto non sia consone nelle maggiori caratteristiche a quello acquistato, fate quindi valere i diritti seguendo l’esempio di questo signore:

 

PayPal: la grande truffa della protezione acquirenti

DI TRUFFE IN RETE, PAYPAL E TANTA PUBBLICITA’ INGANNEVOLE

C’è sempre una prima volta.

Sono parecchi anni che acquisto prodotti di ogni genere sulla rete:

– mai un fregatura;

– il 90% delle volte ho sempre pagato con carta di credito prepagata utilizzando il ‘circuito sicuro’ di Paypal;

– tutto molto sicuro, molto veloce e questa sensazione di sentirsi “acquirenti protetti ad ogni costo”.

Tutto bello, ma cosa succede se si incappa in una truffa on-line?

Eccovi una (non troppo) breve narrazione dei fatti. Fidatevi, serve!

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Il 15/10/2012 decido di acquistare un televisore.

Come sempre inizio le mie ricerche on-line tramite il sito comparatore di offertewww.kelkoo.it – il quale si autodescrive così:

vantiamo anni di esperienza nel gestire relazioni commerciali con rivenditori online e teniamo sempre d’occhio i feedback che riceviamo dai nostri utenti”.

Ottimo! Il sito permette inoltre, scovando nei meandri dei termini di utilizzo, di

segnalare un’esperienza negativa avuta con un negozio online presente su Kelkoo, scrivendo una mail al customer care”.

Si specifica infine che Kelkoo:

non può intromettersi in alcun tipo di discussione tra te e un negozio online da cui hai acquistato beni e servizi”.

Ok. Proseguiamo.

Per dovere di cronaca sto cercando un Philips LED 3D modello 47PFL6007H/12 – gran televisore!

Le ricerche di Kelkoo mi evidenziano come un sito internet in particolare offra un prezzo ottimo. Il sito in questione si chiama www.tvefoto.it, e propone il detto televisore a 891,19 euro + spese di spedizione.

Prezzo inferiore a tutti gli altri store on-line di qualche decina di euro – per non parlare del prezzo proposto negli store fisici.

Inizio quindi la fase più importante degli acquisti on-line, la verifica della serietà del negozio. Accedo quindi al sito e inizio a smanettare: chi è il titolare del sito, termini, condizioni, recesso, modalità di spedizione, modalità di pagamento, ecc.

[Screenshot del sito www.tvefoto.it]

Nella sezione del sito denominata ‘CHI SIAMO’ si legge:

Tvefoto.it è sito e-commerce di proprietà di D’Onofrio Antonio, con sede legale in Via Piave, 57 – 60121 Ancona, iscritto al Registro Imprese di Ancona Numero REA AN . 1359356 del 31/07/2001 e Partita Iva 02075860425”.

Il sito è ben fatto. Ha tutti i requisiti richiesti (graficamente ben realizzato, numeri di telefono fissi, indirizzi fisici, numero partiva iva, ecc.). A questo punto veloce ricerca web sul proprietario, che risulta effettivamente titolare di un negozio di vendita televisori ad Ancona allo stesso indirizzo indicato sul sito.

Chiamo il servizio assistenza pubblicizzato sul sito, al numero 0719202315 (che pare un numero fisso) per verificare la serietà del venditore. Il tizio mi risponde gentilmente e mi fornisce tutte le informazioni del caso.

Cerco quindi tra i metodi di pagamento il ‘CONTRASSEGNO’, mio metodo preferito per acquisti di questo importo – ma non lo trovo. Vedo però la possibilità di pagare tramite paypal.

Perfetto dico, e ricordo la famosa frase:

La protezione acquirenti Paypal ti protegge ad ogni costo”.

Bè ok, se posso pagare con Paypal allora ok, mi fido. In caso di truffa Paypal stornerà sicuramente l’importo che ho pagato al venditore truffaldino.

Alle ore 23 e 26 minuti del giorno 15 ottobre 2012 acquisto il televisore, e pago tramite carta di credito prepagata legata al mio account Paypal. La procedura va a buon fine, importo a me addebitato e mail di conferma da parte del sito di e-commerce.

Tutto sembra in regola.

Il prezzo del televisore intanto è salito a 928,66 euro – visto che il pagamento tramite circuito Paypal è concesso ma comporta un ricarico del 4% sul totale del prezzo. Quindi accetto di pagare 35,72 euro per avere la ‘sicurezza’ del circuito Paypal.

Il pagamento avviene sull’indirizzo paypal onofranto@gmail.com secondo le informazioni fornite dalla stessa Paypal intestato al sig. Antonio Maria Bruno D’Onofrio (lo stesso titolare del sito internet – questo anche secondo una semplice visura su Whois che identifica il proprietario del dominio internet in esame:http://www.whois.net/whois/tvefoto.it).

Attendo due giorni e poi  in data  17/10/12 Paypal mi invia una email nella quale mi informa che il sito TveFoto.it mi ha inviato un pacco con corriere DHL e un relativo codice di tracking on-line.

Che velocità penso, benissimo!

Il giorno 19/10/12 ritiro il pacco presso la sede DHL, ma la spedizione (immaginate il mio stupore, visto che mi aspetto un gigantesco pacco del peso di 20 kg) è composta da una semplice busta con all’interno una fantomatica fattura, con l’indicazione che il televisore sarebbe stato spedito a stretto giro.

[Screenshot della distinta di consegna della busta – con indicazione del contenuto come DOCS e peso quantificato in 0,5 kg]

[Screenshot fantomatica fattura e altro foglio inutile che mi sono stati inviati dal sito www.tvefoto.it mediante corriere DHL]

Ripresomi dalla delusione di non aver trovato il televisore, inizio a domandarmi: ‘che senso ha inviare una fattura mediante corriere’? Tra poco lo scopriremo, purtroppo!!!

Sul sito internet tvefoto.it, intanto il mio ordine appare sempre come ‘in corso’.

Con il passare dei giorni inizio a preoccuparmi e provo inutilmente a contattare il numero di assistenza del sito, che appare ora staccato. Stessa sorte per le millemila mail inviate, mai nessuna risposta.

Decido quindi di fare qualche ricerca ulteriore in rete, inserisco la partita iva presente sul sito 02075860425 e capito sul sito www.beostore.it. Ottimo penso, allora il negozio esiste ed è serio. Avranno avuto qualche problema. La felicità però dura qualche secondo..perchè entrando nella sezione ‘News’ del sito di Beostore trovo questo annuncio – risalente al 31/12/2008 (il post da qualche giorno riporta anche un update 2012):

Ok, pare sia caduto in una truffa. L’annuncio però è vecchio di 4 anni. Come può essere ancora on-line il sito www.tvefoto.it se le autorità competenti sono state avvertite?

Proseguo le ricerche on-line per cercare di capire e vedo che tra i metodi di pagamento autorizzati dal sito tvefoto.it, ci sono:

– Bonifico Bancario intestato a tale GIARDIELLO VINCENZO, Iban IT92H05034101150000000022943, Banca Popolare di Novara (scoprirò successivamente che si tratta di una carta di credito con IBAN proprio, non di un conto corrente classico);

– Ricarica su carta PostePay n. 4023600604328221 intestata a tale GIARDIELLO VINCENZO, Codice Fiscale  GRDVCN59M16A328G.

Forse anche il negozio BEOSTORE e il sig. D’Onofrio sono stati vittima di un furto d’identità, e tale GIARDIELLO VINCENZO (noto truffatore secondo molti post in rete) sta utilizzando i loro dati per compiere truffe? (googlando si trovano ora molti post sulla vicenda da parte di persone truffate 1 – 2 – 3).

Va bè preparo la denuncia/querela e la mando alla Polizia Postale. Vediamo che dicono loro e cosa possono fare per fermare la truffa (Up: da questa mattina 31/10/2012 il sito www.tvefoto.it appare offline).

Mi ricordo ovviamente di aver pagato la televisione attraverso Paypal, facendomi forte del sistema di tutela degli acquirenti.

La protezione acquirenti Paypal ti protegge ad ogni costo”.

Accedo al mio account Paypal e attivo subito una ‘Contestazione del pagamento’ spiegando che il televisore non mi è mai stato recapitato e credo si tratti di una truffa. Converto poi immediatamente la ‘Contestazione’ in ‘Reclamo’ – ossia nell’ultimo step di azioni previste dal Paypal per contestare una compravendita.

Non contento chiamo subito il servizio clienti di Paypal. L’addetto del call center mi gela con questa conversazione:

– Paypal: “Scusi, ma io vedo che il venditore ha spedito un pacco, ha pure inserito il codice per il tracking on-line”.

– Io: “Si, ha spedito qualcosa. Non il televisore. Una semplice fattura. A questo punto pure falsa”.

– Paypal: “Ah bè, a noi basta che sia stato spedito qualcosa. Non facciamo controlli, non possiamo fare indagini su quello che viene spedito”.

– Io: “Sta scherzando, vero? A voi basta che sia stato spedito qualcosa? Anche un sasso a fonte dell’acquisto di una macchina?”.

– Paypal: “Si, è così”!!!.

“Si, è così? Basta che venga spedita una cosa qualunque”

Ma stiamo scherzando? Dov’è la famosa e ampiamente pubblicizzata protezione acquirenti?

La protezione acquirenti Paypal ti protegge ad ogni costo

Sono andato quindi a vedermi le pubblicità e le condizioni contrattuali di Paypal per gli acquirenti e ora le analizzo con voi:

Con PayPal fai shopping a cuor leggero ovunque. Perché in aggiunta all’avanzata tecnologia che protegge le tue transazioni, abbiamo sviluppato unprogramma di protezione dedicato. Se non ricevi la merce che aspettavi e il negozio non ti offre una soluzione soddisfacente, possiamo rimborsarti l’intero valore dell’acquisto, comprese le spese di spedizione”.

“Ecco come fare: Contatta il venditore. Se non ricevi la merce pagata con PayPal, contatta il venditore: dagli una possibilità di risolvere il problema per te. Apri una contestazione entro 45 giorni dal pagamento. Se non giungete a un accordo, apri una contestazione nel Centro risoluzioni del tuo conto PayPal entro 45 giorni dal pagamento. PayPal faciliterà la comunicazione tra te e il venditore. Trasforma in reclamo entro 20 giorni. Se non trovate una soluzione che ti soddisfa, trasforma la contestazione in reclamo entro 20 giorni dall’apertura. Se la tua richiesta corrisponde ai requisiti, potrai essere rimborsato dell’intero valore dell’acquisto, compresi i costi di spedizione”.

Vado di conseguenza a vedere quali sono questi requisiti ex sezione 13 ‘Condizioni d’uso del servizio PayPal’ (Ultimo aggiornamento: 09 ottobre 2012) – reperibili interamente a questo link:

1) A quali tipi di problemi si applica la protezione?

1) La Protezione acquirenti PayPal si applica nei seguenti casi: i. mancata ricezione di un oggetto pagato con PayPal – Oggetto non ricevuto; ii. l’oggetto pagato con PayPal è stato ricevuto ma è Notevolmente non conforme alla descrizione. Vedere la sezione 13.8 per maggiori informazioni sul significato di Notevolmente non conforme alla descrizione.

Ok, ci sono in maniera duplice. Io non ho ricevuto l’oggetto pagato con Paypal e in caso si volesse considerare il foglio inviatomi come spedizione effettuata, ho comunque ricevuto un “Oggetto notevolmente non conforme alla descrizione” (Foglio di carta vs Televisore).

2) Quali sono i requisiti di idoneità per la Protezione acquirenti PayPal?

Sono necessari tutti i requisiti elencati di seguito:

  1. Il pagamento deve riguardare un oggetto idoneo ed essere inviato dal conto PayPal dell’utente (vedere la Sezione 13.3 per maggiori dettagli sull’idoneità degli oggetti);
  2. Pagare l’intero importo dell’oggetto idoneo con un unico pagamento. Gli oggetti acquistati con più pagamenti, ad esempio un deposito seguito da un saldo finale, non sono idonei.
  3. Invio del pagamento al venditore mediante: 
    1. pulsante Paga subito di eBay o fattura eBay,
    2. per i reclami per Oggetto non ricevuto per gli acquisti effettuati al di fuori di eBay: la sezione “Invia denaro” sul sito PayPal cliccando “Acquisti” oppure la procedura di pagamento PayPal del venditore oppure
    3. per i reclami per Oggetto notevolmente non conforme alla descrizione relativi ad acquisti idonei effettuati al di fuori di eBay: la procedura di pagamento PayPal disponibile sul sito del venditore;

     

Ok, ci sono. L’oggetto (televisore – quindi bene materiale specifico, come richiesto alla sezione 13.3 delle presenti Condizioni) è idoneo ad essere inviato, ho pagato tramite procedura di pagamento Paypal disponibile sul sito del venditore, con soluzione unica e ho attivato contestazione entro 45 gg. dalla data di invio del pagamento.

 3) Qual è il livello di copertura offerto dalla Protezione acquirenti PayPal?

  1. Se PayPal risolve il reclamo a favore dell’utente, rimborserà l’intero prezzo di acquisto dell’oggetto e le spese della spedizione originale.
  2. PayPal non rimborserà all’acquirente le spese di spedizione sostenute per la restituzione dell’oggetto al venditore o a un terzo specificato da PayPal. Se il venditore presenta la documentazione giustificativa comprovante che le merci sono state consegnate all’indirizzo dell’acquirente, PayPal potrebbe risolvere il reclamo a favore del venditore anche se l’acquirente non ha ricevuto la merce.

Umh, non è quello che mi è stato detto dal call center PayPal (ed è quello che ad oggi è effettivamente (NON) accaduto). A me è stato detto che basta che il venditore abbia spedito una qualsiasi cosa all’acquirente. Ma ecco il paragrafo b) spiega molto:

“Se il venditore presenta la documentazione giustificativa comprovante che le merci sono state consegnate all’indirizzo dell’acquirente, PayPal potrebbe risolvere il reclamo a favore del venditore anche se l’acquirente non ha ricevuto la merce”.

Come potrà mai il venditore dimostrare di aver spedito proprio quell’oggetto acquistato? Basta una distinta di spedizione qualunque per far venire meno i diritti dell’acquirente?

Pare di siVedremo come PayPal deciderà di muoversi.

Purtroppo non è finita qui. In serata richiamo il servizio assistenza PayPal, che mi notizia delle seguenti informazioni:

– per ‘Protezione fuori da eBay’, Paypal intende SOLO le transazioni su eBay Annunci e su Kijiji (entrambe societa di Ebay, come la stessa Paypal) o su una ipotetica lista di siti autorizzati dalla stessa Paypal, della quale non si trova traccia. Questo il link https://cms.paypal.com/it/cgi-bin/?&cmd=_render- content&content_ID=ua/Classifieds_full.

Ovviamente lo troviamo vuoto:

Quando ho fatto notare a PayPal che per me ‘Protezione fuori da eBay’ non vuol direeBay annunci e  Kijiji – anche perche’ non si trova scritto sicuramente in un posto visibile (io comunque devo ancora trovare dove sia scritto), mi e’ stato risposto che le comunicazioni di Paypal sono globali e quindi, quindi, quindi………..

A me questo sembra un comportamento da parte di PayPal, che ritenere ingannevole, sarebbe poco. Che tipo di tutela sarebbe? Dov’è la sicurezza di pagare (con le relative commissioni che pretendono per il servizio) tramite il loro circuito?

Ricordo a me stesso la definizione di PUBBLICITA’ INGANNEVOLE:

Le pubblicità che inducono in errore, o possono indurre in errore le persone che le ricevono, sono vietate. Infatti, il loro carattere ingannevole può influenzare il comportamento economico dei consumatori e dei professionisti o ledere un professionista concorrente.

Il carattere ingannevole di una pubblicità dipende da una serie di criteri:

  • le caratteristiche dei beni o dei servizi (disponibilità, composizione o natura, modalità di fabbricazione o di prestazione, origine, ecc.), i risultati che ci si attende dal loro utilizzo e i risultati dei controlli di qualità effettuati;
  • il prezzo o il modo in cui questo viene calcolato;
  • le condizioni di fornitura dei beni e dei servizi.

Attendo decisioni da parte di PayPal e vedrò come muovermi. Nel caso di effettiva dimostrazione che la fantomatica ‘Tutela dell’acquirente’ NON esiste, provvederò a fare uno specifico esposto per pubblicità ingannevole all’AGCM (Autorità Garante Concorrenza e Mercato). Questo il link diretto per le segnalazioni.

Ah, forse non sono l’unico a pensarla così: http://www.screw-paypal.com/paypal_fraud/protection_exposed.html.

[01/11/2012 – Update della vicenda]

Puntuale come non mai arriva la decisione di PayPal sul mio reclamo (a questo link – per chi non l’avesse già letta – tutta la storia della truffa e della successiva assurda argomentazione del servizio assistenza di paypal).

Credo basti riportare la mail che mi hanno inviato stamane. I commenti poi, forse superflui. Notate con attenzione la dicitura: “Dopo ‘attenta’ valutazione…“.

Gentile Marco Giacomello,

PayPal ha concluso l’indagine relativa al tuo reclamo.

Nome del venditore: ANTONIO MARIA BRUNO D’ONOFRIO
Email del venditore: onofranto@gmail.com
ID transazione del venditore: 7DC49307VE814320P

Data della transazione: 15 ott 2012
Importo della transazione: -928,66 EUR
ID della transazione: 42W45591FD053953B
N. di pratica: PP-002-044-064-361

ID transazione dell’acquirente: 42W45591FD053953B

In risposta al tuo reclamo, il venditore ha esibito un documento che
comprova la spedizione dell’oggetto. Il venditore ha fornito prova di spedizione, pertanto non ci è pertanto possibile stornare la transazione o
effettuare un rimborso. Ti suggeriamo di trattare direttamente con il
venditore per giungere a una soluzione amichevole della controversia.

PayPal non tollera le frodi o le attività illegali. Il tuo reclamo è stato
annotato nella documentazione dell’utente PayPal che hai segnalato. Se
scopriremo che questo utente ha violato le nostre regole, procederemo
all’indagine e intraprenderemo le opportune azioni. In tal caso verrai
informato in futuro sullo stato del reclamo.

Affinché le transazioni future procedano senza problemi, visita lo Spazio
sicurezza PayPal, accessibile nella parte superiore di tutte le pagine del
sito. Nella sezione Suggerimenti per la protezione dalle frodi per gli
acquirenti, troverai indicazioni utili su come evitare venditori disonesti.

Cordiali saluti,
PayPal

Come volevasi dimostrare, PayPal se ne lava le mani. Il venditore dimostra di aver spedito un pacco qualunque (tra l’altro amici di PayPal, il truffatore come vi avrebbe dimostrato l’avvenuta spedizione? A me NON lo rendete noto. Io vi ho fornito la distinta di spedizione che, in maniera trasparente ed esplicita, dimostra come il contenuto del pacco fosse diverso da quanto ordinato sul sito internet, anch’esso provato con mail e altri documenti)

Un  sasso vs una macchina? Un foglio vs un televisore?

A PayPal questo basta e avanza!!!

Questa vi sembra serietà, a dispetto di quanto pubblicizzate e assicurate?

Sunto della mail di PayPal: “Il venditore qualcosa ti ha inviato. E’ un foglio al posto di una tv. Arrangiati, non non POSSIAMO (rec. VOGLIAMO) fare indagini. Non rompere“.

E mi torna ancora in mente lo slogan ampiamente pubblicizzato ovunque da PayPal:

La protezione acquirenti Paypal ti protegge ad ogni costo”.

Mi è stato inoltre ribadito come: la ‘Protezione fuori da eBay’ – che una persona normale, in mancanza di specifiche e pubblicizzate limitazioni, può a rigore intendere come per tutti gli acquisti sul web pagati tramite circuito sicuro paypal – si intende SOLO per le transazioni su eBay Annunci e su Kijiji (entrambe società di Ebay, come la stessa Paypal) o su una ipotetica lista di siti autorizzati dalla stessa Paypal, della quale non si trova ancora traccia sul sito.

Oltre al comportamento in assoluta mala fede (a mio avviso) da parte di PayPal nella gestione di questo tipo di reclami per acquisti fatti fuori da eBay, non posso proprio non pensare a quanto ingannevoli siano frasi e slogan:

La protezione acquirenti Paypal ti protegge ad ogni costo”.

Dovrebbe essere ora chiaro a tutti come, la fantomatica ‘Tutela dell’acquirente’ al di fuori degli acquisti fatti su Ebay, NON esiste!!!

Provvederò immediatamente a fare uno specifico esposto per pubblicità ingannevole all’AGCM (Autorità Garante Concorrenza e Mercato). Btw questo il link diretto per le segnalazioni, se volete approfittarne…

Cercherò di dare ampia notizia di questo atteggiamento da parte di PayPal su tutti i miei canali, e vi chiedo di fare altrettanto. I consumatori devono essere informati cheNON esiste tutela nei pagamenti tramite PayPal al di fuori di eBay, questo deve essere chiaro a tutti coloro che acquistano in rete. Ho già contattato l’associazioneAltroconsumo, e spero che qualche giornalista di testate nazionali riporti la notizia. E’ una cosa gravissima, che deve essere risolta subito!!!

Come e dove segnalare la pubblicità ingannevole di PayPal

[02/11/2012 – Update della vicenda]

Questa la mia segnalazione per pubblicità ingannevole nei confronti di PayPal. Segnalate anche voi all’AGCM  (questo il link) questa gigantesca presa in giro degli acquirenti on-line.

[05/11/2012 – Update della vicenda]

Dopo qualche giorno di attesa, lunedì 5 novembre, mi ha contattato una gentile signorina del servizio ‘Dipartimento di Executive Escalations‘ di PayPal. Con toni molto diversi dai contatti precedenti, mi comunica che – alla luce delle mie lamentale (io ci aggiungo anche … ‘ci stai facendo fare una bruttissima figura in rete’) sta revisionando ulteriormente la mia pratica e che il giorno dopo, in via del tutto eccezionale, mi avrebbe inviato una proposta di indennizzo/parziale rimborso per la mia vicenda.

La signorina mi specifica che, secondo le regole di PayPal il mio reclamo è stato gestito in maniera corretta, ma visto che io ritengo che il caso sia stato gestito con ‘scarsa professionalità’, sono molto dispiaciuti di non aver soddisfatto le mie aspettative come cliente.

Ricordo sempre che:

La protezione acquirenti Paypal ti protegge ad ogni costo”.

Chiedo quindi di ricevere copia scritta (fatevi mandare SEMPRE tutto scritto) di tale proposta, al fine di valutare condizioni eventuali e clausole. Eccola qui sotto…

Gentile Sig. Marco Giacomello,

La ringraziamo per la sua preziosa collaborazione e il tempo che ci ha dedicato durante la nostra conversazione telefonica in relazione a quanto descritto sopra.

Siamo con la presente a comunicarle che dalle ricerche svolte ci risulta che PayPal ha correttamente esaminato la sua pratica di reclamo numero PP-002-044-064-361; tuttavia ci permetta di cogliere quest’occasione per scusarci se le è sembrato che il caso sia stato gestito con scarsa professionalità. PayPal cerca sempre di soddisfare le aspettative dei suoi clienti e siamo spiacenti di non averle offerto il livello di assistenza clienti da lei atteso in questa circostanza.

Avendo effettuato una ulteriore revisione del suo conto PayPal, abbiamo notato che lei  è nostro cliente dal giugno 2007 e nella storia del suo conto PayPal ha aperto un numero limitato di reclami. Alla luce di quanto sopra e perché vogliamo che la sua esperienza come cliente PayPal sia positiva, le offriamo un rimborso parziale dell’importo di € 696.50 EUR. La preghiamo di notare che tale accredito rappresenta un’eccezione fatta una tantum, che non potrà pertanto essere ripetuta in futuro.

La invitiamo cortesemente a inviare la sua risposta all’indirizzo e-mail ______.

Cordiali saluti, Dipartimento di Executive Escalations

PayPal

Ho deciso di dare seguito alla proposta e ho richiesto di sapere nel dettaglio quale sarà il procedimento di invio di questo indennizzo, al fine di valutare ulteriormente se mi saranno poste condizioni ulteriori o vincoli futuri.

Questo è comunque un primo risultato, senza troppe ammissioni di colpevolezza, ma una risposta c’è stata.

[17/11/2012 – Update della vicenda]

Dopo la mia decisione di dare seguito alla proposta di PayPal tramite semplice risposta via mail del seguente tenore:

“Buongiorno xxxxxxxx,

dopo valutazione della sua proposta Le comunico la mia accettazione.

Attendo quanto prima il procedimento per concludere tale transazione.

Grazie, Marco Giacomello”

 nei giorni scorsi mi è arrivata quest’ultima e conclusiva email:

“13 novembre 2012

 Numero di riferimento: 288811

Gentile Sig. Marco Giacomello, La ringraziamo per aver accettato la nostra offerta di rimborso parziale relativa al numero di pratica PP-002-044-064-361. L’importo di €696.50 EUR è già stato accreditato a titolo di cortesia sul suo conto PayPalQualora avesse ulteriori domande sull’argomento, la invitiamo a contattarci all’indirizzo email xxx@paypal.it.

 Cordiali saluti, Executive Escalations PayPal”

Risultato:

– mi è stato accreditato sul conto PayPal il 75% della somma frodata;

– non ho firmato nulla e non ho rinunciato a nulla (e di conseguenza non ho ritirato segnalazioni al Garante o altri propositi ex Codice del Consumo);

– la pubblicità ‘incriminata’ è rimasta nonostante tutto al suo posto!

La protezione acquirenti Paypal ti protegge ad ogni costo”.

N.B. La mia vicenda è stata poi ripresa su:

– Il Corriere della Sera;

– Il Sole 24 Ore;

– WIN Magazine.

Admin

Tabella dei codici segreti utilizzati dai ladri d’appartamento

Avete mai notato Strani segni vicino ai campanelli ed ai citofoni oppure direttamente sopra le buchette della posta? 

Spesso questi segni dall’apparenza incomprensibili sono istruzioni precise per i ladri, i topi d’appartamento.

Sono apparti negli ultimi anni un po’ in tutta Italia e le segnalazioni dei cittadini sono sempre più in aumento.

E’ in realtà un codice ben preciso che i ladri di appartamento, gli zingari, comunque i malintenzionati utilizzano per segnalare appartamenti con bottini ricchi, oppure con donne sole, appartamenti con antifurto, presenza di cani, appartamenti vuoti ecc.

Gli investigatori hanno rilasciato una tabella rappresentativa con i significati dei codici utilizzati.

Se notate uno di questi strani segni sui vostri campanelli o sulle vostre cassette delle lettere è bene avvisare le forze dell’ordine allo scopo di evitare possibili furti o tentativi di violenza.

Questi codici sono anche molto utili per riuscire a prendere sul fatto (in flagranza di reato) i topi d’appartamento.

 

Cliccare sulla tabella per ingrandirla

download

 

 

 

 

 

 

 

Admin

La truffa del pongo

4204-auto-nuova-graffiLa truffa del pongo ha per vittime gli automobilisti ed è una variante della famosa truffa dello specchietto  dove il truffatore fa credere alla vittima di essere stato urtato riportando un danno allo specchietto dell’auto, danno che in realtà era già presente.
A volte i truffatori rompono di proposito lo specchietto di una qualsiasi vettura parcheggiata ed adescano le vittime facendogli credere che, passando con la loro autovettura, abbiano rotto lo specchietto, contestano un danno sommario e chiedono i soldi in contanti “perchè altrimenti ti aumenta l’assicurazione”. La vittima paga ovviamente per convenienza.

La variante che ci hanno segnalato consiste nell’utilizzo da parte del truffatore (spesso più di uno) di una pallina di pongo che viene lanciata durante un sorpasso fatto dalla vittima.

Il pongo, data la velocità di corsa delle auto, si plasma nella carrozzeria e fa credere alla vittima di avere subito un danno, di avere in effetti urtato una vettura mentre la stava sorpassando, del resto la particolarità del pongo, oltre al botto “sordo” simile ad un urto fra due vetture, lascia evidenti righe di colore bianco nelle carrozzerie.

La vittima si ferma per capire cosa sia accaduto, anche perchè viene inseguito dall’auto dei truffatori che iniziano a lampeggiare e suonare. Molti si dimostrano amichevoli e gentili, altri arroganti e dai modi bruschi e precisi, l’epilogo è sempre lo stesso, viene mostrato un graffio già fatto in precedenza, vengono chiesti dei soldi, si finge un accordo fino a chiedere quanto la vittima ha in tasca, nella peggiore delle ipotesi la vittima viene accompagnata ad un bancomat. Qualche centinaia di Euro, giusto per non segnalare il danno all’assicurazione, altrimenti questa aumenta.

COME AGIRE?

In primo luogo MAI dare soldi a chi contesta un incidente, controllare i danni sulla propria vettura e su quella “urtata”, i graffi fatti dal pongo vengono via grattando leggermente la carrozzeria apparentemente danneggiata.

Se la controparte si dimostra aggressiva, se pretende denaro, chiedete aiuto ai passanti e chiamate le forze dell’ordine.

Ci sono pervenute comunque segnalazioni un po’ da tutta Italia.

 

 

Admin

Virus dei telefonini, conti correnti svuotati, furto per 36 milioni di Euro

hackerUn nuovo virus informatico creato da un gruppo di malviventi ha permesso una serie di furti alle banche per un totale che supera i 36 milioni di Euro.
I clienti di una trentina di banche si sono ritrovati il conto corrente letteralmente svuotato, fra questi anche cittadini italiani

Il colpo è stato messo a segno bypassando le misure di sicurezza informatica delle banche, nei protocolli di dialogo tra queste ed i telefoni cellulari dei clienti tramite messaggi SMS.

Il virus colpisce infatti il telefono cellulare dei cittadini malcapitati installando un “trojan” (nome tecnico che prende il riferimento al famoso “cavallo di Troia” che, come tutti sappiamo, al suo interno conteneva i nemici nascosti. In questo caso il virus si “veste” come normalissimo file di sistema ma, al suo interno, contiene il codice utilizzato per il furto).
Al momento della connessione col computer fisso, il virus si installa ed in automatico ruba i dati d’accesso al conto bancario ogni qualvolta vengono effettuate operazioni in linea.

Dal momento in cui i malviventi si appropriano dei dati di connessione alla banca al momento in cui il conto corrente viene prosciugato passano davvero pochi istanti.
Purtroppo è considerato un furto di dati personale che le banche affidano ai clienti e, di conseguenza, queste declinano le responsabilità, quello che è perso è perso.

Gli investigatori sono comunque all’opera per rintracciare gli autori dei reati, le operazioni però vengono fatte soprattutto offline visto che il cybercrime non lascia tracce facili da seguire, gli indirizzi IP di chi commette questo tipo di reato sono sempre alterati.
L’unica possibilità e quella di investigare al di la della rete, dove spesso queste persone si tradiscono.

Quello che a voi lettori deve interessare è appunto la tutela dei vostri risparmi, sia il telefono cellulare che il computer di casa devono essere bonificati regolarmente con un antivirus (ce ne sono anche di gratuiti sia per computer fissi che per telefonini).

Da indagini condotte, i cellulari colpiti dal virus sono quelli che utilizzano il sistema operativo Android, anche i Blackberry sono vulnerabili al virus, mentre l’iPhone è per il momento immune.

Terminal Investigazioni

 

 

 

 

 

Admin

Estorsioni nelle chat di Facebook. Criminali agiscono da tutto il mondo

estorsioni-550Gli investigatori hanno da tempo individuato un gruppo di criminali dediti all’estorsione sui social network ed in particolare Facebook. La polizia ha davvero un mare di segnalazioni anche da utenti italiani.
Purtroppo i malviventi agiscono da vari punti del mondo ed utilizzano false identità e falsi indirizzi di connessione rendendo difficilissimi gli arresti.

ECCO QUELLO CHE ACCADE, FATE ATTENZIONE:

Una ragazza attraente chiede l’amicizia su Facebook ad un utente ignaro, dopo un po’ inizia una conversazione in chat nella quale la ragazza si dimostra molto disponibile fino ad arrivare a chiedere un contatto Skype.
Iniziano i primi contatti telefonici ed è la stessa ragazza a pilotare la conversazione su un piano erotico, viene chiesto di accendere la webcam, inizia in poco tempo quello che è un rapporto sessuale di tipo virtuale dove vittima ed interlocutrice si spogliano, si masturbano e, insomma, fanno quelle cose che gli adulti  fanno nelle chat con le videocamere…

L’ESTORSIONE

Dopo pochi minuti di videochat la conversazione si interrompe ed i criminali contattano la vittima mostrando una registrazione video intitolata “Il signor (segue il nome e cognome della vittima) si masturba davanti ad una bambina” .

Il video , registrato dalla ragazza in chat ad insaputa dell’interlocutore,viene messo su Youtube e mostrato alla vittima, nel giro di pochi minuti lo staff di Youtube rimuove il video perchè contro i termini di servizio. La vittima è terrorizzata ma l’interlocutore incalza “Dammi 20.000 Euro o lo diffondo sul tuo profilo Facebook, ai tuoi amici, su tutti i servizi video di Internet, a tua moglie, al tuo posto di lavoro, alla polizia”.

Inizia spesso una trattativa  e le vittime finiscono col pagare cifre che si aggirano attorno ai 1.000 Euro, pur di mettere a tacere tutto. Non basta perchè, una volta pagato, vengono chiesti successivi pagamenti fino a portare le vittime ad una condizione di vita terribile ed insostenibile, si segnalano anche casi di suicidio.

COSA FARE

Ecco cosa fare se siete vittime di queste estorsioni: in primo luogo sappiate che questa estorsione è conosciuta dagli investigatori i quali sanno che non avete commesso nulla di male, per quanto imbarazzante sia la situazione gli investigatori sapranno mantenere il massimo riservo.
E’ importantissimo NON pagare e salvare il testo scritto in chat dai malviventi, più elementi vengono forniti alla polizia, più gli investigatori avranno materiale su cui indagare.
La denuncia deve essere fatta il prima possibile, non restate soli nel vostro problema e cercate di impadronirvi di tutti gli elementi necessari da fornire agli investigatori (nomi dei ricattatori, numero del conto corrente su cui vogliono che versiate i soldi, contatti Skype ecc.).

Tenete presente che, spesso, queste azioni vengono compiute da persone che parlano un italiano approssimativo, questo può essere un campanello d’allarme utile.
Ricordate che il vostro silenzio aiuta i criminali, se siete vittima di uno di questi ricattatori denunciatelo subito, gli investigatori sapranno arginare il danno e sapranno impedire che le vostre vite vengano rovinate. Terze persone non verranno a sapere nulla.

 

Terminal Investigazioni

 

 

 

 

 

Admin

Crimini sui minori, come riconoscere un falso profilo

Su Internet, nelle chat di famosi social network come, ad esempio, Facebook sono presenti innumerevoli falsi profili. Non è un fenomeno solo italiano, i falsi profili sono presenti in tutto il pianeta e chi li gestisce spesso ha obiettivi allarmanti, non solo il proposito di ingannare gli utenti ma anche quello più subdolo di carpire la buona fede degli utenti minorenni. Finchè si tratta del disperato tentativo di apparire esteriormente belli e chattare fra adulti la cosa può anche passare, sempre non dimenticando che utilizzare la foto di una persona ignara spacciandola per propria all’interno di un profilo è reato, purtroppo ci sono anche adulti che utilizzano foto di bambini per adescare altri bambini. Questo accade sovente, l’adolescente vede la richiesta di amicizia da parte di un coetaneo ed accetta, inizia a dialogarci in chat, inizia a confidarsi e ne nasce una finta amicizia virtuale in cui crede solo il malcapitato. Dopo le confidenze l’adulto passa alle vie di fatto chiedendo fotografie di nudo all’adolescente che, vedendo il bel ragazzo o la bella ragazza acconsente. Le richieste diventano sempre più assillanti finchè la vittima non tenta di sottrarsi a quella che ormai è una costante aggressione, iniziano le minacce di mostrare su Internet le foto di nudo ottenute: “O mi dai altre tue foto svestito/a oppure faccio vedere in giro quelle che mi hai dato, le faccio vedere ai tuoi compagni di scuola, ai tuoi genitori…”. Questo il perfido gioco cheil pedofilo, coperto da un falso profilo, intraprende. Recentemente la polizia ha arrestato persone in tutto il mondo che utilizzavano falsi profili di bambini, fino ad incrociarsi fra di loro: un falso profilo di un bambino stringe amicizia con un altro falso profilo di bambino, all’inizio non capiscono e col tempo realizzano di essere entrambi falsi, inizia una complicità, inizia uno scambio di materiale pedopornografico ed inizia anche una collaborazione reggendosi il gioco a vicenda. In questi giorni la Polizia postale di Prato e di Trento hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trento, nei confronti di un quarantenne che, fingendosi un ragazzino, aveva già da un anno allacciato “amicizia” con una tredicenne riuscendo a farsi dare foto di nudo e filmati in cui la vittima faceva opera di autoerotismo. Le richieste sono diventate talmente ossillanti da portare la bambina a confidare tutto alla madre che si è poi rivolta alla polizia. Quindi i controlli sui profili che sospettiamo falsi facciamoli sempre.

COME RICONOSCERE UN FALSO PROFILO

Chi crea falsi profili utilizza fotografie che trova su Internet. Se abbiamo sentore di trovarci di fronte ad un profilo falso dobbiamo cliccare sulla fotografia (per esempio su Facebook), dopo avere cliccato sulla fotografia clicchiamo nuovamente, stavolta col tasto destro del mouse e selezioniamo “cerca questa immagine su Google”. Google mostrerà l’immagine e, dobbiamo fare attenzione, se questa proviene da un sito e chi è in realtà la persona rappresentata nella foto, potrebbe essere un modello o una modella, potrebbe appartenere ad un album privato di persone ignare, potrebbe essere un attore poco conosciuto. Se abbiamo questi riscontri, allora possiamo provvedere ad intervenire. Un altro metodo è quello di scaricare la foto del sospetto ed aprire il motore di ricerca Google per poi trascinare nel campo di ricerca la foto scaricata.

Admin

Nuovi elementi sulla donna decapitata a Roma

Appare evidente che, nell’ultimo mese, siano rimbalzati in rete immagini e filmati di gente massacrata, decapitata o messa a morte nei modi più assurdi, per motivi ormai giudicati futili.
Se da una parte queste immagini vengono diffuse quotidianamente tanto da sembrare qualcosa di ormai visto e rivisto, dall’altra parte bisogna considerare che potrebbero essere elementi detonanti per individui con problemi di equilibrio psichico.

Certamente sono individui che prima o poi esplodono, prima o poi trovano il supporto alla follia in qualsiasi ambiente, questo ce lo insegna la criminologia ma, sta di fatto, che il modus agendi di Federico Leonelli tanto ricorda quelle brutte esecuzioni che si vedono qua e la in rete.

Federico Leonelli, è l’uomo che ha ucciso a coltellate e poi  decapitato la colf Oksana Martseniuk nella villa dell’Eur di Roma. Sul corpo della donna l’esame autoptico ha rilevato oltre quaranta lesioni, quella fatale un colpo di coltello che ha raggiunto il cuore ed i polmoni. La decapitazione è stata postuma, quando la donna era già morta.

Mentre gli investigatori stanno ricostruendo la dinamica della morte di Leonelli, ucciso dalla polizia durante un tentativo di fuga, prende spessore il profilo psicologico del killer.

Leonelli, in un costante delirio a sfondo religioso, aveva il desiderio maniacale di andare in Israele per arruolarsi nell’esercito e combattere contro i palestinesi.

A rivelarlo Giovanni Ciallella, proprietario della villa dove si è consumato l’omicidio, amico dell’assassino: “Gli avevano negato il visto due volte e per questa ragione era anche andato a parlare col consolato israeliano”.
Il particolare sul killer è stato reso noto dall’uomo ai giornali ed agli investigatori della squadra mobile.

La conferma sull’ennesimo tassello di questa vicenda viene da Amit Zarouk, portavoce dell’ambasciata d’Israele. Il diplomatico ha fatto sapere che Leonelli tentò di entrare nel Paese, ma all’aeroporto Ben-Gurion di Tel Aviv venne fermato e gli fu negato l’ingresso nello Stato israeliano per un periodo di 5 anni.

Le autorità locali, infatti, avevano il sospetto che le motivazioni dell’uomo per entrare nel Paese fossero “diverse da quelle turistiche” e che la permanenza dichiarata fosse falsa e temporalmente più lunga dei periodi previsti dalla legge.

Federico Leonelli era il classico uomo pericoloso per la società, ha ucciso e poteva uccidere ancora, questo è evidente.

Da quello che emerge dalle indagini ha colpito con più di 40 coltellate Oksana, non risparmiando nemmeno il volto.  A confermarlo è Giovanni Arcudi, direttore dell’istituto di medicina legale dell’Università Tor Vergata.

”Oltre 40 lesioni da arma bianca su tutto il corpo hanno causato il decesso” ha dichiarato il professore all’Adnkronos salute, aggiungendo: “E’ stata decapitata dopo la morte, nel tentativo di fare a pezzi il cadavere per trasportarlo via”.

 

 

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