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Archivio mensilesettembre 2014

Tabella dei codici segreti utilizzati dai ladri d’appartamento

Avete mai notato Strani segni vicino ai campanelli ed ai citofoni oppure direttamente sopra le buchette della posta? 

Spesso questi segni dall’apparenza incomprensibili sono istruzioni precise per i ladri, i topi d’appartamento.

Sono apparti negli ultimi anni un po’ in tutta Italia e le segnalazioni dei cittadini sono sempre più in aumento.

E’ in realtà un codice ben preciso che i ladri di appartamento, gli zingari, comunque i malintenzionati utilizzano per segnalare appartamenti con bottini ricchi, oppure con donne sole, appartamenti con antifurto, presenza di cani, appartamenti vuoti ecc.

Gli investigatori hanno rilasciato una tabella rappresentativa con i significati dei codici utilizzati.

Se notate uno di questi strani segni sui vostri campanelli o sulle vostre cassette delle lettere è bene avvisare le forze dell’ordine allo scopo di evitare possibili furti o tentativi di violenza.

Questi codici sono anche molto utili per riuscire a prendere sul fatto (in flagranza di reato) i topi d’appartamento.

 

Cliccare sulla tabella per ingrandirla

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La truffa del pongo

4204-auto-nuova-graffiLa truffa del pongo ha per vittime gli automobilisti ed è una variante della famosa truffa dello specchietto  dove il truffatore fa credere alla vittima di essere stato urtato riportando un danno allo specchietto dell’auto, danno che in realtà era già presente.
A volte i truffatori rompono di proposito lo specchietto di una qualsiasi vettura parcheggiata ed adescano le vittime facendogli credere che, passando con la loro autovettura, abbiano rotto lo specchietto, contestano un danno sommario e chiedono i soldi in contanti “perchè altrimenti ti aumenta l’assicurazione”. La vittima paga ovviamente per convenienza.

La variante che ci hanno segnalato consiste nell’utilizzo da parte del truffatore (spesso più di uno) di una pallina di pongo che viene lanciata durante un sorpasso fatto dalla vittima.

Il pongo, data la velocità di corsa delle auto, si plasma nella carrozzeria e fa credere alla vittima di avere subito un danno, di avere in effetti urtato una vettura mentre la stava sorpassando, del resto la particolarità del pongo, oltre al botto “sordo” simile ad un urto fra due vetture, lascia evidenti righe di colore bianco nelle carrozzerie.

La vittima si ferma per capire cosa sia accaduto, anche perchè viene inseguito dall’auto dei truffatori che iniziano a lampeggiare e suonare. Molti si dimostrano amichevoli e gentili, altri arroganti e dai modi bruschi e precisi, l’epilogo è sempre lo stesso, viene mostrato un graffio già fatto in precedenza, vengono chiesti dei soldi, si finge un accordo fino a chiedere quanto la vittima ha in tasca, nella peggiore delle ipotesi la vittima viene accompagnata ad un bancomat. Qualche centinaia di Euro, giusto per non segnalare il danno all’assicurazione, altrimenti questa aumenta.

COME AGIRE?

In primo luogo MAI dare soldi a chi contesta un incidente, controllare i danni sulla propria vettura e su quella “urtata”, i graffi fatti dal pongo vengono via grattando leggermente la carrozzeria apparentemente danneggiata.

Se la controparte si dimostra aggressiva, se pretende denaro, chiedete aiuto ai passanti e chiamate le forze dell’ordine.

Ci sono pervenute comunque segnalazioni un po’ da tutta Italia.

 

 

Virus dei telefonini, conti correnti svuotati, furto per 36 milioni di Euro

hackerUn nuovo virus informatico creato da un gruppo di malviventi ha permesso una serie di furti alle banche per un totale che supera i 36 milioni di Euro.
I clienti di una trentina di banche si sono ritrovati il conto corrente letteralmente svuotato, fra questi anche cittadini italiani

Il colpo è stato messo a segno bypassando le misure di sicurezza informatica delle banche, nei protocolli di dialogo tra queste ed i telefoni cellulari dei clienti tramite messaggi SMS.

Il virus colpisce infatti il telefono cellulare dei cittadini malcapitati installando un “trojan” (nome tecnico che prende il riferimento al famoso “cavallo di Troia” che, come tutti sappiamo, al suo interno conteneva i nemici nascosti. In questo caso il virus si “veste” come normalissimo file di sistema ma, al suo interno, contiene il codice utilizzato per il furto).
Al momento della connessione col computer fisso, il virus si installa ed in automatico ruba i dati d’accesso al conto bancario ogni qualvolta vengono effettuate operazioni in linea.

Dal momento in cui i malviventi si appropriano dei dati di connessione alla banca al momento in cui il conto corrente viene prosciugato passano davvero pochi istanti.
Purtroppo è considerato un furto di dati personale che le banche affidano ai clienti e, di conseguenza, queste declinano le responsabilità, quello che è perso è perso.

Gli investigatori sono comunque all’opera per rintracciare gli autori dei reati, le operazioni però vengono fatte soprattutto offline visto che il cybercrime non lascia tracce facili da seguire, gli indirizzi IP di chi commette questo tipo di reato sono sempre alterati.
L’unica possibilità e quella di investigare al di la della rete, dove spesso queste persone si tradiscono.

Quello che a voi lettori deve interessare è appunto la tutela dei vostri risparmi, sia il telefono cellulare che il computer di casa devono essere bonificati regolarmente con un antivirus (ce ne sono anche di gratuiti sia per computer fissi che per telefonini).

Da indagini condotte, i cellulari colpiti dal virus sono quelli che utilizzano il sistema operativo Android, anche i Blackberry sono vulnerabili al virus, mentre l’iPhone è per il momento immune.

Terminal Investigazioni

 

 

 

 

 

Estorsioni nelle chat di Facebook. Criminali agiscono da tutto il mondo

estorsioni-550Gli investigatori hanno da tempo individuato un gruppo di criminali dediti all’estorsione sui social network ed in particolare Facebook. La polizia ha davvero un mare di segnalazioni anche da utenti italiani.
Purtroppo i malviventi agiscono da vari punti del mondo ed utilizzano false identità e falsi indirizzi di connessione rendendo difficilissimi gli arresti.

ECCO QUELLO CHE ACCADE, FATE ATTENZIONE:

Una ragazza attraente chiede l’amicizia su Facebook ad un utente ignaro, dopo un po’ inizia una conversazione in chat nella quale la ragazza si dimostra molto disponibile fino ad arrivare a chiedere un contatto Skype.
Iniziano i primi contatti telefonici ed è la stessa ragazza a pilotare la conversazione su un piano erotico, viene chiesto di accendere la webcam, inizia in poco tempo quello che è un rapporto sessuale di tipo virtuale dove vittima ed interlocutrice si spogliano, si masturbano e, insomma, fanno quelle cose che gli adulti  fanno nelle chat con le videocamere…

L’ESTORSIONE

Dopo pochi minuti di videochat la conversazione si interrompe ed i criminali contattano la vittima mostrando una registrazione video intitolata “Il signor (segue il nome e cognome della vittima) si masturba davanti ad una bambina” .

Il video , registrato dalla ragazza in chat ad insaputa dell’interlocutore,viene messo su Youtube e mostrato alla vittima, nel giro di pochi minuti lo staff di Youtube rimuove il video perchè contro i termini di servizio. La vittima è terrorizzata ma l’interlocutore incalza “Dammi 20.000 Euro o lo diffondo sul tuo profilo Facebook, ai tuoi amici, su tutti i servizi video di Internet, a tua moglie, al tuo posto di lavoro, alla polizia”.

Inizia spesso una trattativa  e le vittime finiscono col pagare cifre che si aggirano attorno ai 1.000 Euro, pur di mettere a tacere tutto. Non basta perchè, una volta pagato, vengono chiesti successivi pagamenti fino a portare le vittime ad una condizione di vita terribile ed insostenibile, si segnalano anche casi di suicidio.

COSA FARE

Ecco cosa fare se siete vittime di queste estorsioni: in primo luogo sappiate che questa estorsione è conosciuta dagli investigatori i quali sanno che non avete commesso nulla di male, per quanto imbarazzante sia la situazione gli investigatori sapranno mantenere il massimo riservo.
E’ importantissimo NON pagare e salvare il testo scritto in chat dai malviventi, più elementi vengono forniti alla polizia, più gli investigatori avranno materiale su cui indagare.
La denuncia deve essere fatta il prima possibile, non restate soli nel vostro problema e cercate di impadronirvi di tutti gli elementi necessari da fornire agli investigatori (nomi dei ricattatori, numero del conto corrente su cui vogliono che versiate i soldi, contatti Skype ecc.).

Tenete presente che, spesso, queste azioni vengono compiute da persone che parlano un italiano approssimativo, questo può essere un campanello d’allarme utile.
Ricordate che il vostro silenzio aiuta i criminali, se siete vittima di uno di questi ricattatori denunciatelo subito, gli investigatori sapranno arginare il danno e sapranno impedire che le vostre vite vengano rovinate. Terze persone non verranno a sapere nulla.

 

Terminal Investigazioni