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Archivio mensileagosto 2014

Crimini sui minori, come riconoscere un falso profilo

Su Internet, nelle chat di famosi social network come, ad esempio, Facebook sono presenti innumerevoli falsi profili. Non è un fenomeno solo italiano, i falsi profili sono presenti in tutto il pianeta e chi li gestisce spesso ha obiettivi allarmanti, non solo il proposito di ingannare gli utenti ma anche quello più subdolo di carpire la buona fede degli utenti minorenni. Finchè si tratta del disperato tentativo di apparire esteriormente belli e chattare fra adulti la cosa può anche passare, sempre non dimenticando che utilizzare la foto di una persona ignara spacciandola per propria all’interno di un profilo è reato, purtroppo ci sono anche adulti che utilizzano foto di bambini per adescare altri bambini. Questo accade sovente, l’adolescente vede la richiesta di amicizia da parte di un coetaneo ed accetta, inizia a dialogarci in chat, inizia a confidarsi e ne nasce una finta amicizia virtuale in cui crede solo il malcapitato. Dopo le confidenze l’adulto passa alle vie di fatto chiedendo fotografie di nudo all’adolescente che, vedendo il bel ragazzo o la bella ragazza acconsente. Le richieste diventano sempre più assillanti finchè la vittima non tenta di sottrarsi a quella che ormai è una costante aggressione, iniziano le minacce di mostrare su Internet le foto di nudo ottenute: “O mi dai altre tue foto svestito/a oppure faccio vedere in giro quelle che mi hai dato, le faccio vedere ai tuoi compagni di scuola, ai tuoi genitori…”. Questo il perfido gioco cheil pedofilo, coperto da un falso profilo, intraprende. Recentemente la polizia ha arrestato persone in tutto il mondo che utilizzavano falsi profili di bambini, fino ad incrociarsi fra di loro: un falso profilo di un bambino stringe amicizia con un altro falso profilo di bambino, all’inizio non capiscono e col tempo realizzano di essere entrambi falsi, inizia una complicità, inizia uno scambio di materiale pedopornografico ed inizia anche una collaborazione reggendosi il gioco a vicenda. In questi giorni la Polizia postale di Prato e di Trento hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trento, nei confronti di un quarantenne che, fingendosi un ragazzino, aveva già da un anno allacciato “amicizia” con una tredicenne riuscendo a farsi dare foto di nudo e filmati in cui la vittima faceva opera di autoerotismo. Le richieste sono diventate talmente ossillanti da portare la bambina a confidare tutto alla madre che si è poi rivolta alla polizia. Quindi i controlli sui profili che sospettiamo falsi facciamoli sempre.

COME RICONOSCERE UN FALSO PROFILO

Chi crea falsi profili utilizza fotografie che trova su Internet. Se abbiamo sentore di trovarci di fronte ad un profilo falso dobbiamo cliccare sulla fotografia (per esempio su Facebook), dopo avere cliccato sulla fotografia clicchiamo nuovamente, stavolta col tasto destro del mouse e selezioniamo “cerca questa immagine su Google”. Google mostrerà l’immagine e, dobbiamo fare attenzione, se questa proviene da un sito e chi è in realtà la persona rappresentata nella foto, potrebbe essere un modello o una modella, potrebbe appartenere ad un album privato di persone ignare, potrebbe essere un attore poco conosciuto. Se abbiamo questi riscontri, allora possiamo provvedere ad intervenire. Un altro metodo è quello di scaricare la foto del sospetto ed aprire il motore di ricerca Google per poi trascinare nel campo di ricerca la foto scaricata.

Nuovi elementi sulla donna decapitata a Roma

Appare evidente che, nell’ultimo mese, siano rimbalzati in rete immagini e filmati di gente massacrata, decapitata o messa a morte nei modi più assurdi, per motivi ormai giudicati futili.
Se da una parte queste immagini vengono diffuse quotidianamente tanto da sembrare qualcosa di ormai visto e rivisto, dall’altra parte bisogna considerare che potrebbero essere elementi detonanti per individui con problemi di equilibrio psichico.

Certamente sono individui che prima o poi esplodono, prima o poi trovano il supporto alla follia in qualsiasi ambiente, questo ce lo insegna la criminologia ma, sta di fatto, che il modus agendi di Federico Leonelli tanto ricorda quelle brutte esecuzioni che si vedono qua e la in rete.

Federico Leonelli, è l’uomo che ha ucciso a coltellate e poi  decapitato la colf Oksana Martseniuk nella villa dell’Eur di Roma. Sul corpo della donna l’esame autoptico ha rilevato oltre quaranta lesioni, quella fatale un colpo di coltello che ha raggiunto il cuore ed i polmoni. La decapitazione è stata postuma, quando la donna era già morta.

Mentre gli investigatori stanno ricostruendo la dinamica della morte di Leonelli, ucciso dalla polizia durante un tentativo di fuga, prende spessore il profilo psicologico del killer.

Leonelli, in un costante delirio a sfondo religioso, aveva il desiderio maniacale di andare in Israele per arruolarsi nell’esercito e combattere contro i palestinesi.

A rivelarlo Giovanni Ciallella, proprietario della villa dove si è consumato l’omicidio, amico dell’assassino: “Gli avevano negato il visto due volte e per questa ragione era anche andato a parlare col consolato israeliano”.
Il particolare sul killer è stato reso noto dall’uomo ai giornali ed agli investigatori della squadra mobile.

La conferma sull’ennesimo tassello di questa vicenda viene da Amit Zarouk, portavoce dell’ambasciata d’Israele. Il diplomatico ha fatto sapere che Leonelli tentò di entrare nel Paese, ma all’aeroporto Ben-Gurion di Tel Aviv venne fermato e gli fu negato l’ingresso nello Stato israeliano per un periodo di 5 anni.

Le autorità locali, infatti, avevano il sospetto che le motivazioni dell’uomo per entrare nel Paese fossero “diverse da quelle turistiche” e che la permanenza dichiarata fosse falsa e temporalmente più lunga dei periodi previsti dalla legge.

Federico Leonelli era il classico uomo pericoloso per la società, ha ucciso e poteva uccidere ancora, questo è evidente.

Da quello che emerge dalle indagini ha colpito con più di 40 coltellate Oksana, non risparmiando nemmeno il volto.  A confermarlo è Giovanni Arcudi, direttore dell’istituto di medicina legale dell’Università Tor Vergata.

”Oltre 40 lesioni da arma bianca su tutto il corpo hanno causato il decesso” ha dichiarato il professore all’Adnkronos salute, aggiungendo: “E’ stata decapitata dopo la morte, nel tentativo di fare a pezzi il cadavere per trasportarlo via”.

 

 

Riconoscere un sito truffa

E’ molto difficile rintracciare un truffatore che si è appropriato dei vostri dati sensibili (nome, cognome,carta di credito, password ecc.) questo perchè chi pratica queste truffe altera il proprio indirizzo IP di navigazione.
Ogni connessione, ogni computer, ha un indirizzo identificativo denominato, appunto, IP (Internet Protocol) che ha lo stesso ruolo di un’impronta digitale.
Quando si naviga in Internet il nostro IP rimane scritto all’interno dei siti che visitiamo, ecco perchè una persona dedita al crimine informatico ha la necessità di cambiare questo indirizzo, un po’ come se indossasse i guanti durante un crimine per non essere rintracciato.
Utilizzando un proxy (tradotto significa “intermediario”) maschera ed altera il proprio indirizzo IP rendendo praticamente impossibile la postuma identificazione da parte degli investigatori, anche perchè questo indirizzo continua a modificarsi rimbalzando di nazione in nazione.

ALLORA COME TUTELARSI DAL FURTO DI DATI SENSIBILI?

In primo luogo siamo noi, solo noi utenti a fornire i dati ai criminali, di volta in volta che acquistiamo, ci registriamo sui siti, chattiamo.

Regola:  nessuno ma proprio nessuno può chiedervi le vostre password.

Supponiamo che riceviate un’email dalle Poste Italiane (o altri enti) in cui vi viene chiesto di confermare i vostri dati pena la cancellazione dell’account o, addirittura, il blocco del conto, ecco nessuno può chiedervi la password, bisogna ricordare che la password è un dato personale che dobbiamo conservare esclusivamente per noi stessi. Se rispondete a queste email vi verranno rubati i dati e svuotato il conto corrente. Ricordate di accedere ai servizi sempre tramite i siti ufficiali.

COME RICONOSCERE UN SITO UFFICIALE DA UNO FALSO

Ogni qualvolta che si accede al sito del proprio istituto bancario, al sito delle poste o ad un sito in cui si devono inserire o vengono conservati dati di carte di credito, accertarsi che il prefisso del sito sia HTTPS e non HTTP.

Nel caso delle Poste Italiane accediamo con questo indirizzo:

https://www.poste.it/

NON accediamo con questo indirizzo:

http://www.poste.it/

Come noterete c’è una lettera S in più, la barra di navigazione, a sinistra, si colora di verde e, se clicchiamo sopra, vediamo che il sito è sicuro, riconosciuto come tale dalle autorità che rilasciano i certificati SSL atti alla navigazione sicura e criptata.

Ogni volta che effettuiamo una registrazione in cui viene chiesta la carta di credito o un pagamento online dobbiamo assicurarci che il sito abbia prefisso HTTPS solo così saremo sicuri che la navigazione è criptata da un potente algoritmo e non intercettabile da terze persone.

 

 

Investigazioni per Aziende e Privati

Tutta la vasta gamma di servizi è riportata nelle pagine di questo sito, i servizi sono rivolti ad aziende e privati.
I detective sono i migliori che tu possa trovare nel settore, vantano di ampia esperienza e casistiche concluse con successo.

Principali servizi investigativi:

  • Attrezzature professionali
  • Indagini nazionali
  • Indagini internazionali
  • Raccolta indizi
  • Rilevamento tracce
  • Rintraccio persone
  • Controllo coniuge
  • Controllo minori
  • Controllo persone a rischio
  • Indagini su frodi informatiche
  • Indagini su furto identità
  • Rilevamento microspie
  • Indagini su molestie
  • Videosorveglianza
  • Controllo settori
  • Sicurezza informatica
  • Indagini assicurative
  • Tutela persone

PARTNER

 

Praticaweb - Web Agency Agenzia Investigativa
Frank Crescentini – Detective a Las Vegas
Formazione Umana
Formazione dell’Essere Umano

 

 

 

 

F.A.Q.

 

Risposte alle domande frequenti. Clicca su una domanda per leggere la risposta

Come scegliere un’agenzia investigativa piuttosto che un’altra?

I parametri di scelta sono diversi: per prima cosa bisogna andare alla ricerca di personale altamente qualificato. Il lavoro d’indagine non s’improvvisa assolutamente. Non sempre una grande diffusione pubblicitaria garantisce una pari professionalità. L’agenzia Terminal garantisce professionalità serietà e discrezione a prezzi competitivi.

Perchè rivolgersi a un’agenzia investigativa?

Semplicemente per fugare i propri dubbi che siano di relazione o di tutela dei minori nel privato, così come per garantire la sicurezza di un’azienda in ambito professionale. Un nostro intervento di verifica vi permetterà, all’occorrenza, di adottare adeguate contromisure, per la vostra sicurezza, quella dei vostri figli o della vostra azienda.

I detective sono discreti?

L’Agenzia Terminal, proprietaria del sito Investigazioni Roma, si avvale della collaborazione di personale altamente qualificato, con anni di esperienza nel settore e grande intuito investigativo. La tutela della vostra sicurezza e della privacy è fondamentale per voi così come lo sarà per noi nel momento in cui ci contattate.

I servizi costano molto?

No, anzi, i prezzi sono davvero competitivi ed Il pagamento dei nostri servizi può essere personalizzato a piccole rate anche senza anticipo.
Sarete voi a decidere il tipo di frazionamento dell’importo. La rateizzazione sarà assolutamente priva di interessi.

Quando è necessario ricorrere ad un detective?

Questa è una scelta solo Vostra. E’ comunque fondamentale rivolgersi ad un detective al sorgere dei primi dubbi e mai dopo essersi improvvisati investigatori ed aver sicuramente fallito nell’intento,  mettendo in allarme la persona di cui si sospetta. Le indagini vanno condotte con criterio, metodologia ed apparecchiature sofisticate. L’Agenzia Terminal vi offre tutto questo a prezzi competitivi mantenendo un target professionale altissimo.

E’ possibile garantire un servizio che rivesta un carattere di elevata professionalità, pur mantenendo il costo dello stesso relativamente basso?

Certamente. La nostra politica è rivolta alla tutela del cliente. Applichiamo tariffe abbordabilissime e come già specificato offriamo la possibilità di dilazionare i pagamenti anche per gli interventi più semplici o che richiedono poco tempo.

Dove operate?

Operiamo in Italia, Europa, Stati Uniti.

 

 

SERVIZI

 

  • Investigazioni giudiziarie ricerca di prove per il processo penale e civile
  • Controspionaggio e sicurezza industriale
  • Consulenza sul controllo delle persone a rischio
  • Infedeltà coniugale
  • Consulenza su sistemi di sicurezza e d’allarme
  • Ricerche di mercato e sondaggi d’opinione
  • Consulenza e servizi in materia amministrativa e tributaria
  • S.I.S Servizi Immobiliari Sicuri
  • Sorveglianza giovani
  • Rintraccio debitori
  • Antisabotaggio industriale
  • Controllo assenteismo
  • Controllo fedeltà lavoro dipendente
  • Soci infìdi
  • Investigazioni su crimini informatici
  • Indagini lettere anonime
  • Indagini molestie
  • Perizie calligrafiche
  • Impronte digitali
  • Perizie dattiloscopiche
  • Informazioni appalti
  • Informazioni nuovi clienti
  • Indagini telefonate anonime
  • Indagini truffe
  • Indagini furti
  • Controllo Sette religiose
  • Indagini premi assicurativi fraudolenti
  • Valutazione affidabilità
  • Valutazioni solvibilità

Agguato, uomo ucciso nella sua auto A sparare due persone in moto

La vittima è stata raggiunta da almeno tre colpi di pistola alla testa. L’omicidio nella setata alla periferia di Roma, in zona Anagnina. Forse un regolamento di conti

17148517_MGTHUMB-INTERNAAgguato in strada alla periferia di Roma. Un uomo che viaggiava a bordo di un’auto Volkswagen Golf nera è stato ucciso a colpi di pistola, dopo le 21 di sera. A sparare due uomini su una moto. La vittima è stata raggiunta da almeno tre colpi di pistola alla testa dei sei esplosi a distanza ravvicinata, come emerge dai primi rilievi della polizia. È accaduto in via Gasperina, in zona Anagnina. A dare l’allarme un residente. L’uomo è stato trovato accasciato all’interno della macchina, ferma sul ciglio della strada con i fari ancora accesi. Inutili i soccorsi.

Forse un regolamento di conti

Dalle modalità dell’esecuzione l’ipotesi più accreditata sembra essere quella di un regolamento di conti maturata in ambienti legati alla criminalità organizzata. La vittima però non è stata ancora identificata perché non aveva con sé i documenti e dai primi riscontri emergerebbe che l’auto è di proprietà di un romano di 40 anni incensurato.

Caccia ai killer

E intanto è scattata la caccia ai due killer, vestiti di scuro e con il volto coperto dai caschi. Gli investigatori stanno raccogliendo varie testimonianze per far luce sull’accaduto. Qualcuno avrebbe i due killer sulla moto dire qualcosa alla vittima che, dopo aver tentato di scappare in auto, sarebbe stata raggiunta dai colpi. Ancora da accertare se abbia sparato un’unica pistola o due. Elementi utili alle indagini potrebbero arrivare anche dalle immagini registrate delle telecamere di videosorveglianza degli esercizi commerciali della zona che potrebbero aver ripreso gli assassini durante la fuga.

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